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Che le cinquantenni possano divenare madri ormai non desta più clamore. Ora partoriscono anche le sessantenni. Nel 2003 una sessantacinquenne indiana ha raggiunto il record mondiale, partorendo con successo un bambino sano. Nel giugno del 2004, in Israele è giunta al momento del parto anche una sessantaquattrenne, dopo aver curato la sua sterilità per vent’anni. Nell’agosto del 2008 una sessantunenne giapponese ha partorito un bambino “figlio-nipote” in qualità di madre surrogata al posto di sua figlia, impossibilitata a condurre la gravidanza dopo l’esportazione dell’utero.

La sessantaseienne rumena Adriana Iliescu nel 2005 ha partorito due gemelli. Nel maggio del 2009 tutta la Gran Bretagna valutava il caso della sessantaseienne business-lady inglese Elizabeth Adeney costretta a recarsi in Ucraina per diventare madre. In conformità alle raccomandazioni della Società Inglese per la Fertilità (British Fertility Society) l’età massima per la PMA è limitata al raggiungimento della menopausa, ossia più o meno ai cinquanta anni. In Ucraina la donna è diventata madre di un bambino assolutamente sano, nato nei termini previsti e partorito mediante taglio cesareo. Prima di tale episodio, il titolo di «madre più vecchia della Gran Bretagna» era detenuto dalla famosa psicologa per l’infanzia Patricia Rashbrook, che nel 2006 ha partorito un figlio all’età di 62 anni. Il programma riproduttivo di Patricia è stato realizzato, per i medesimi motivi, in una delle cliniche riproduttive di Mosca. Negli ultimi dieci anni si è duplicato il numero delle donne che partoriscono mediante FIVET oltre i quarantacinque anni (circa 1100 parti all’anno). Attualmente il record assoluto per età in cui si diventa mamma è detenuto dall’indiana Omkari Panwar, che nel 2008 ha partorito due gemelli all’età di 70 anni. La donna, tuttavia, al momento del parto non ha potuto presentare nessun documento attestante la sua età.

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