Суррогатное материнство

MATERNITA’ SURROGATA

La maternità surrogata (chiamata anche “maternità sostitutiva”) sta diventando sempre più un valido strumento per fronteggiare problema della sterilità nel mondo. Durante la realizzazione di un programma di surrogazione gli embrioni dei cosiddetti genitori-committenti (intended parents) vengono portati in grembo da una madre surrogata che non ha nessun legame genetico con il bambino che metterà alla luce. Questo tipo di maternità surrogata, diventata possibile soltanto alla fine degli anni Settanta del secolo scorso con la nascita del primo «bambino in provetta», è denominato «gestazionale». Il numero di bambini nati mediante programmi di maternità surrogata è già intorno ai 100.000. La nostra clinica è specializzata in modo professionale nella realizzazione di programmi di «surrogazione» ed ha maturato una grande esperienza in tale settore.  

Aspetti legali

La Federazione Russa rientra nel numero di quelle nazioni fortunate, in cui la maternità surrogata è una prassi del tutto legale e viene regolata da effettivi atti normativi. Gli aspetti legali della maternità surrogata sono stabiliti dal Codice di Famiglia della Federazione Russa (art. 51, comma 4, art. 52, comma 3), dai Principi di legislazione della Federazione Russa «Sulla tutela della salute dei cittadini» (art. 35) e dalla Legge federale "Sugli atti dello stato civile" (legge federale № 143, art. 16, comma 5). In Russia è consentito ricorrere alla maternità surrogata esclusivamente sulla base dei requisiti medici stabiliti dalla legge. Lo stato civile degli intended parents non ha nessun significato pregnante. Nella nostra nazione possono ricorrere ai programmi di maternità surrogata  anche «genitori single», ovvero soggetti che non sono ufficialmente coniugati. Anche la cittadinanza dei futuri genitori è irrilevante. I cittadini di nazionalità straniera, così come i russi, godono del medesimo diritto alla riproduzione mediante l'impiego della PMA. Secondo la legislazione russa vigente, possono candidarsi a svolgere l’eservizio di madri surrogate tutte le donne di età compresa fra i 20 e i 35 anni (in Ucraina, invece, il limite massimo d'età è 40 anni), che hanno già un proprio figlio, nato sano, che non presentano problemi di carattere psicologico e somatico, che hanno dato volontariamente il consenso alla partecipazione a suddetti programmi.
Prima di iniziare il programma di maternità surrogata, sia gli intended parents che la madre surrogata sono tenuti a dare il proprio consenso, in forma scritta, alla partecipazione di tale programma, stipulando inoltre un contratto per la richiesta dei corrispondenti servizi medici. Oltre al contratto con la clinica di riproduzione, vi raccomandiamo fermamente di stipulare un contratto anche con la madre surrogata. In esso devono essere definite le modalità di realizzazione del programma, nonchè regolati i rapporti reciproci fra i futuri genitori e la madre surrogata durante tutte le tappe della realizzazione del programma, i diritti e i doveri delle parti, la modalità di pagamento del compenso stabilito per la madre surrogata, le sanzioni per l'inadempimento degli obblighi contrattuali. Tale documento deve essere stilato preferibilmente presso uno studio legale operante in questo ramo del diritto. Così facendo, dopo il parto la madre surrogata è obbligatoriamente tenuta a dare il proprio consenso affinchè gli intended parents vengano inscritti nel registro di nascita in qualità di genitori del minore. Tale consenso, in forma scritta, viene redatto direttamente nel raparto maternità dopo la nascita del bambino e viene auteniticato dalla firma del personale medico competente e dal timbro dell'ospedale. In seguito, nell'ufficio dello stato civile del luogo di nascita, ovvero del luogo di residenza dei genitori, avviene la registrazione del minore. Gli intended partents ricevono il certificato di nascita del proprio bambino riportante i loro nomi in qualità di genitori. La procedura di registrazione impiega soltanto un giorno. Il nome della madre surrogata non figura sul certificato di nascita del minore. Dopo aver effettuato registrato il minore all’ufficio anagrafe, la madre surrogata perde completamente i diritti sul bambino da lei partorito. Nell’arco dei 15 anni trascorsi dal 1995, data in cui la maternità surrogata è stata legalizzata in Russia, sul territorio della nostra nazione non si è registrato nemmeno un caso in cui la madre surrogata abbia rifiutato di adempiere ai propri obblighi e di consegnare il bambino da lei partorito ai suoi genitori biologici.
La clinica si occupa esclusivamente della parte medica relativa al programma di maternità surrogata e risulta responsabile per le conseguenze di carattere legale derivanti dalla realizzazione del suddetto programma. Per ulteriori informazioni su tutti gli aspetti di carattere legale, vi consigliamo fermamente di rivolgervi ad uno studio legale operante professionalmente nell’ambito della «surrogazione».

Genitori «single»

Molti legali ritengono che in Russia possano ricorrere alla maternità surrogata soltanto le coppie ufficialmente coniugate presso gli uffici dello stato civile. In realtà, la questione è assai diversa. In presenza dei requisiti medici stabiliti dalla legge, qualsiasi donna maggiorenne può ricorrere alla maternità surrogata indipendentemente dal proprio stato coniugale civile.  
La Russia è una delle nazioni in cui la legge tutela il diritto di ogni donna alla maternità a prescindere dal suo stato civile, nonché dalla presenza o meno di un compagno. Nell’art. 35 dei Principi di legislazione della Federazione Russa “Sulla tutela della salute dei cittadini” è riportato quanto segue: "Ogni donna, raggiunta la maggiore età, ha il diritto di ricorrere alla fecondazione artificiale e all’impianto degli. La fecondazione artificiale della donna e l’impianto degli embrioni vengono effettuati presso le strutture mediche dotate di licenzia ufficiale a svolgere la suddetta attività, nonchè in presenza del consenso scritto della donna che si sottopone alla cura. Le informazioni inerenti alla fecondazione artificiale e l'impianto degli embrioni effettuati, nonchè alle generalità del donatore, costituiscono segreto medico".
In Russia, dunque, lo stato civile della donna durante la realizzazione dei programmi di riproduzione con l’impego delle tecniche di PMA non costituisce nessuna prerogativa essenziale. Pertanto, una donna single può normalmente rappresentare l'unico paziente che si sottopone alla cura della propria sterilità. La stessa, in caso di necessità o desiderio personale, può risolvere in seguito la questione inerente alla paternità, secondo quanto previsto dal vigente Codice di Famigla della Federazione Russa. L'unico limite è costituito dall'età anagrafica: la donna deve essere maggiorenne, ovvero aver compiuto diciotto anni.
Rifiutare la registrazione di figli «surrogati» è illegittimo e può e deve essere impugnato per via legale. In Russia possono già essere menzionati simili esempi.
Nell’estate del 2008, a Krasnodar, una donna di 45 anni non coniugata è diventata mamma di una bambina «surrogata». Gli impiegati dell’ufficio dello stato civile del quartiere Prikubanskij, nonostante la madre surrogata avesse firmato tutti i documenti previsti dalla legge, hanno rifiutato di registrare il minore a nome della madre biologica, sostenendo che la madre legittima della bambina fosse colei che l’aveva portata in grembo e partorita. Come «compromesso» finale, gli impiegati dello stato civile di riferimento hanno proposto alla committente del programma di matetnità surrogata di «adottare» il proprio bambino. Consigliata dai suoi avvocati, la madre biologica ha inoltrato ricorso al tribunale per l’accertamento della maternità. Il conflitto è stato risolto per via legale. Il giudice del tribunale del quartiere Prikubanskij, che si è occupata della suddetta causa, ha fatto notare agli impiegati dell’ufficio dello stato civile come, mediante le proprie azioni, avesseroviolato la legge. La donna ha particolarmente posto l’accento sul fatto che «bisogna avvicinarsi alla questione con un approccio diverso, interpretando cioè la legge a tutela degli interessi della madre e del bambino e non appellandosi ad altri criteri». L’ufficio dello stato civile ha riconosciuto alla donna che aveva esposto ricorso il diritto alla maternità, registrandola madre biologica del minore addirittura prima dell’emanazione della sentenza definitiva e ufficiale da parte del tribunale.
Nella primavera del 2009, una donna di 35 anni di San Pietroburgo, mai coniugata, è diventata mamma. Apparentemente questa potrebbe sembrare una storia come tante: gravidanze e parti in età avanzata si verificano sempre più spesso, mentre il 30% circa delle neomamme russe non sono coniugate. La particolarità di questa storia consiste nel fatto che il bambino nato alla donna in questione è stato portato in grembo e partorito da una madre surrogata. Il programma, per giunta, è stato realizzato mediante l’impiego dello sperma di un donatore individuale. Dopo la nascita del bambino, la madre surrogata ha rilasciato il proprio consenso affinchè la donna venisse registrata presso l’ufficio dello stato civile in qualità di madre biologica. Tuttavia, al momento della registrazione sono insorti dei problemi. L’ufficio dello stato civile del quartieri Kalininskij di San Pietroburgo ha rifiutato di registrare il minore, sostenendo che la maternità surrogata per donne non ufficialmente coniugate non è prevista né dal vigente Codice di Famiglia della Federazione Russa, né dal comma 7 del Decreto del Ministero della Salute della Federazione Russa del 26.02.2003 №67. Questa disputa è stata risolta per via legale. La sentenza del tribunale del quartire Kalininskij di San Pietroburgo ha affermato che, ai sensi del già precedentemente citato art. 35 dei Principi di legislazione della Federazione Russa “Sulla tutela della salute dei cittadini”, una donna single ha uguali diritti nell’esercizio della maternità rispetto alle donne ufficialmente coniugate.
Il tribunale ha ugualmente stabilito nessuna delle norme giuridiche inerenti alla tutela della salute e alla pianificazione della famiglia pongono dei divieti o dei limiti sull'esercizio della maternità da parte di una donna non coniugata ufficialmente. Il tribunale ha soprattutto fatto notare che la citazione del comma 7 del Decreto del Ministero della Salute della Federazione russa del 26.02.2003 №67 «Sull’impiego delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) nella terapia della sterilità maschile e femminile» da parte del pubblico ufficiale dello stato civile sono infondate. Il primo paragrafo del comma menzionato, infatti, afferma che gli aspetti legali della maternità surrogata sono determinati da altre norme della legislazione vigente; questo significa che il Decreto del Ministero della Salute №67 non regola nessuna questione di carattere legale inerente alla maternità surrogata.
Il tribunale ha inoltre decretato che il comma 4, art. 51 del Codice di Famiglia della Federazione Russa considera solo il caso particolare (uno dei possibili casi) di registrazione della nascita di un minore, nato in risultato alla realizzazione di un programma di maternità surrogata per i soggetti ufficialmente coniugati: «I soggetti ufficialmente coniugati che abbiano rilasciato il proprio consenso, in forma scritta, all’impiego delle tecniche di fecondazione artificiale ovvero all’impianto di embrioni, in caso di nascita di un figlio, come risultato dell’applicazione di tali metodi, vengono dichiarati nel registro delle nascite in qualità di genitori del minore. I soggetti ufficialmente coniugati, che abbiano rilasciato il proprio consenso, in forma scritta, all’impianto di embrioni a un’altra donna, affinchè conduca la gravidanza, possono essere dichiarati come genitori del minore solo con il consenso della donna che ha partorito il minore (madre surrogata)».
Il giudice Anna Korchagina, che ha emanato tale sentenza, ha fatto notare che gli uffici dello stato civile applicano in modo inesatto la presente norma particolare (comma 4, art. 51 del Codice di Famiglia della Federazione Russa), ritenendola norma “generale”. Il tribunale ha giustamente decretato che una simile interpretazione della legislazione viola i diritti dei cittadini, stabiliti dagli articoli 38, 45, 55 della vigente Costituzione della Federazione Russa.
Il tribunale ha evidenziato, inoltre, che il consenso della madre surrogata non fa altro che confermare il disinteresse della stessa ad essere dichiarata madre del minore nato in seguito al programma di maternità surrogata. A garanzia dei diritti della madre surrogata risulta anche il paragrafo 2, comma 4, art. 51 del Codice di Famiglia.
Il tribunale ha posto fine all’antica discussione sul tema della possibilità di realizzazione di un comune programma di maternità surrogata anche da parte di genitori non ufficialmente coniugati. In conformità alla sentenza del tribunale, la posizione degli uffici dello stato civile contrasta l’art. 12 del Codice di Famiglia della Federazione Russa, che prevede come condizione obbligatoria per contrarre matrimonio il consenso volontario e spontaneo di un uomo e di una donna, obbligando così i genitori genetici a registrare il matrimonio in caso di assenza di tale desiderio reciproco.
Nel testo del comma 4, art. 51 del Codice di Famiglia della Federazione Russa effettivamente non è previsto che una coppia che ricorra alla maternità surrogata debba essere ufficialmente coniugata. La legge prevede che l’essere coniugati sia esclusivamente una delle possibili condizioni per registrare i genitori di un minore nel registro delle nascite, ma in nessuno modo rappresenta una condizione necessaria per intraprendere un programma di maternità surrogata in una clinica di riproduzione. In ogni modo, questa limitazione è impropria, dal momento che nessuna legge può obbligare i cittadini a contrarre matrimonio ovvero a limitare il proprio diritto naturale ad avere un figlio in comune, senza essere coniugati.  

Requisiti medici

Nella Federazione Russa è consentito ricorrere alla pratica di maternità surrogata solo in presenza dei requisiti medici previsti dal Decreto del Ministero della Salute della Federazione Russa del 26 febbraio 2003 № 67 «Sull’impiego delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) nella terapia della sterilità maschile e femminile». La lista dei suddetti requisiti è alquanto ampia. Condizioni indiscutibili per ricorrere alla maternità surrogata sono:
- assenza dell’utero;
- deformazione della cavità uterina o del collo dell’utero;
- sinechia endouterina non curabile;
- malattie somatiche in presenza delle quali è sconsigliabile condurre la gravidanza;
- ripetuti tentativi fallimentari di FIVET, in presenza di embrioni di alta qualità, il cui trasferimento non ha portato all’inizio di un’effettiva gravidanza.  
Non viene preso in considerazione nessun requisito di carattere in qualità di motivazione per poter ricorrere alla maternità surrogata.

Controlli medici

Tutti i controlli medici possono essere effettuati in brevissimo tempo presso la nostra clinica. I nostri medici accettano anche i risultati di controlli clinici effettuati presso altre strutture, anche all’estero. Vi raccomandiamo di preparare in anticipo tutta la documentazione inerente alla vostra storia medica e di compilare lo speciale questionario. In casi di necessità può essere prescritto un controllo ripetuto.

Controlli medici da parte della madre surrogata:

- determinazione del gruppo sanguigno e del fattore RH;
- analisi del sangue per verificare l’assenza di sifilide, HIV, epatite B e C (validità trimestrale);
- controlli per verificare l’assenza delle seguenti infezioni: clamidia, herpes genitale, ureaplasma, micoplasma, citomegalia, rubella (validi 6 mesi);
- analisi generiche delle urine (valide 1 mese);
- analisi cliniche del sangue + capacità di coagulazione (valide 1 mese);
- analisi biochimiche del sangue: transaminasi (ALT e AST), bilirubina, glucosio, urea (valide 1 mese);
- fluorografia (valida 1 anno);
- Pap test della flora uretrale e del canale cervicale + grado di purezza della vagina (validi 1 mese);
- analisi citologica dei pap test dal collo dell’utero;
- visita medica generica accompagnata da un certificato medico sullo stato di salute e sull’assenza di controindicazioni alla gravidanza (valida 1 anno);
- visita medica psichiatrica e relativo certificato (una sola volta);
- visita ginecologica (prima di ogni tentativo di induzione alla superovulazione).

Controlli medici degli intended parents del programma di maternit à surrogata

Tutti i controlli medici possono essere effettuati in brevissimo tempo presso la nostra clinica. I nostri medici accettano anche i risultati di controlli clinici effettuati presso altre struttur, anche all’estero. Vi raccomandiamo di preparare in anticipo tutta la documentazione inerente alla vostra storia medica e di compilare lo speciale questionario. In casi di necessità può essere prescritto un controllo ripetuto.

Controlli medici della donna

obbligatori:
- visita ginecologica;
- ecografia degli organi del piccolo bacino;
- determinazione del gruppo sanguigno e del fattore RH;
- analisi cliniche del sangue + capacità di coagulazione (valide 1 mese);
- analisi del sangue per verificare l’assenza di sifilide, HIV, epatite B e C (valide 3 mesi);
- esame della flora uretrale e del canale cervicale + grado di purezza della vagina;
- certificato medico sullo stato di salute e sull’effettiva possibilità di condurre la gravidanza.

suindicazione:
- controlli sullo stato dell’utero e delle tube uterine (isterosalpingografia o isterosalpingoscopia e laparoscopia);
- biopsia dell’endometrio;
- esame batteriologico del materiale prelevato dall'uretra o dal canale cervicale;
- analisi citologica dei pap test dal collo dell’utero;
- analisi del sangue per FSH, LH, E2, Prolattina, Cortisolo, T, P, T3, T4, TSH, HST.
- esami sulla presenza di anticorpi antispermali e antifosfolipidi;
- analisi di carattere virale (clamidia, ureaplasma, micoplasma, virus dell’herpes simplex, citomegalia, toxoplasmosi, rubella);
- ulteriori visite mediche specialistiche (su indicazione).

Nel caso in cui vengano impiegati gli ovociti di una donatrice, la paziente è tenuta a presentare alla clinica anche il certificato medico indicante possibilità di condurre la gravidanza e la convenienza nell’utilizzare gli ovociti di una donatrice

I requisiti per poter ricorrere a un programma di maternità surrogata con l’impiego degli ovociti di una donatrice sono i seguenti:
- assenza di ovociti dovuta a: menopausa naturale, sindrome di impoverimento precoce del patrimonio follicolare delle ovaie, ovarioectomia, chemioterapia e radioterapia, anomalie di crescita (disgenesia gonadica, sindrome di Shereshevskij-Turner ecc.);
- insufficienza funzionale degli ovociti nelle donne con malattie ereditarie legate al sesso (emofilia, miodistrofia di Duchenne, ittiosi-X linked, miotrofia peroneale di Charcot-Marie-Tooth ecc);
- ripetuti tentativi fallimentari di FIVET, in caso di insufficiente risposta ovarica all’induzione alla superovulazione, nonché in presenza di embrioni di bassa qualità, il cui trasferimento non ha portato all'effettivo inizio della gravidanza.

Controlli medici per l’uomo


obbligatori:
• analisi del sangue per verificare l’assenza di sifilide, HIV, epatite B e C (validi 3 mesi)
• spermiogramma.

su indicazione:
- determinazione del gruppo sanguigno e del fattore RH;
- visita andrologica;
- analisi diagnostiche per monitorare la carica virale o batterica (clamidiosi, ureaplasma, micoplasma, herpes,  citomegalia).

Per i soggetti di età superiore ai 35 anni è di norma necessaria una visita medico-ginecologica

Tappe del programma:

  • scelta della madre surrogata;
  • sincronizzazione dei cicli mestruali della madre genetica e della surrogata;
  • induzione alla superovulazione;
  • monitoraggio della follicologenesi e dello sviluppo dell’endometrio;
  • prelievo dei follicoli;
  • rilascio dello sperma;
  • fecondazione degli ovociti e coltivazione in vitro degli embrioni ottenuti;
  • trasferimento degli embrioni nella cavità uterina della madre surrogata;
  • sostegno ormonale della fase luteinica del ciclo mestruale stimolato;
  • diagnosi anticipata della gravidanza
  • gravidanza della madre surrogata.

Scelta della madre surrogata

La clinica dispone di una propria base di madri surrogate sottoposte già a controlli, secondo i requisiti del decreto del Ministero della salute della Federazione Russa №67 e validi alla partecipazione a simili programmi. Nella nostra clinica non vi è una lista d'attesa. Possiamo iniziare a realizzare il vostro programma di maternità surrogata immediatamente. Talvolta vengono impiegati parenti o conoscenti degli intended parents in qualità di madri surrogate.  
Per scegliere una madre surrogata potrete ugualmente rivolgervi ad agenzie specializzate in tale settore, prestando attenzione alla loro professionalità ed esperienza lavorativa. La scelta autonoma della madre surrogata tramite internet rappresenta la peggiore delle possibili soluzioni.

Sincronizzazione dei cicli mestruali della madre surrogata e genetica

La sincronizzazione dei cicli viene effettuata per poter realizzare il primo tentativo di trasferimento degli embrioni in modalità "fresh", ossia senza crioconservazione. Tale procedura aumenta in modo significativo le possibilità di giungere alla gravidanza sin dal primo tentativo. Qualora la madre-committente presenti i requisiti medici previsti per la donazione degli ovociti, quest’ultima ha la facoltà di servirsi della banca-dati della clinica per scegliere una donatrice compatibile alle sue aspettative. La scelta di una donatrice di ovociti anonima viene effettuata dai pazienti in modo autonomo e consenziente, sulla base della descrizione fenotipica fornita alla clinica. La sincronizzazione del ciclo della madre surrogata, in tal caso, avviene insieme a quello della donatrice. In alcuni casi si raccomanda di realizzare il programma usufruendo di una madre surrogata-doppia, ossia quando la sincronizzazione della paziente avviene contemporaneamente a quella di due madri surrogate. A livello tecnico e organizzativo, questo tipo di procedura è più difficile da realizzare, ma consente effettivamente di aumentare le possibilità di successo sin dal primo tentativo. La suddetta prassi è particolarmente indicata per pazienti di età superiore ai 40 anni.

Induzione alla superovulazione

Per aumentare le possibilità di fecondazione, alle pazienti viene prescritta una cura a base di preparati ormonali che stimolano la follicologenesi. In seguito all’assunzione di questi preparati, nelle ovaie si sviluppa non una cellula, bensì numerose cellule. Per l’induzione (stimolazione) alla superovulazione vengono impiegati soltanto i preparati medici ufficialmente consentiti dalla normativa vigente sul territorio della Federazione Russa. La scelta dello schema per la stimolazione ovarica e dei relativi preparati, la correzione delle dosi farmacologiche e l’apporto di modifiche al protocollo di induzione alla superovulazione vengono effettuate dai medici della clinica, sulla base delle particolarità individuali della paziente. Di norma, la stimolazione inizia dal 2°-3° giorno del ciclo mestruale e dura per 10-12 giorni (protocollo breve), oppure dal 21° giorno del ciclo (protocollo lungo). Durante l’induzione alla superovulazione possono essere somministrati i seguenti gruppi di preparati: modulatori selettivi di recettori degli estrogeni (SERM); gonadotropine (gonadotropina menopausale umana - HMG, ormone follicolo-stimolante - FSH, FSH ricombinante - rFSH, ormone luteinizzante ricombinante - rLH, gonadotropina corionica - CG); agonisti dell’ormone gonadotropina-releasing (а-GnRH); antagonisti dell’ormone gonadotropina-releasing (ant-GnRH).

Monitoraggio della follicologenesi e dello sviluppo dell’endometrio

Durante la stimolazione ovarica viene effettuato un regolare monitoraggio ecografico e ormonale. Questa procedura consente di valutare la risposta ovarica alla stimolazione, definire la quantità di follicoli, i tempi della loro crescita, correggere in caso di necessità lo schema della stimolazione scelto, nonché determinare il momento in cui introdurre l’ormone CG sotto forma di farmaco, che garantisce in modo definitivo la maturazione delle cellule.
Il monitoraggio ecografico è uno dei principali metodi per un controllo dinamico della crescita dei follicoli e dell’endometrio durante l’induzione alla superovulazione. Durante il monitoraggio ecografico viene constatato il numero dei follicoli, viene effettuata la misurazione del loro diametro medio (in base alla somma di due misurazioni) e determinato lo spessore dell'endometrio.
Il monitoraggio ormonale, invece, consiste nalla determinazione dinamica della concentrazione di estradiolo (Е_2) e di progesterone (PRG) nel sangue e completa i dati dell’esame ecografico in merito alla maturazione funzionale dei follicoli.

Criteri in base ai quali si pone termine all'induzione alla superovulazione e alla somministrazione di CG

Gli indicatori che porgono fine all’induzione alla stimolazione sono il diametro del follicolo/i leader (maggiore a 17 mm) e lo spessore dell’endometrio (8 mm e oltre). Informazioni aggiuntive sul grado di maturazione dei follicoli sono date anche dalla definizione dell’attività steroidogenetica (concentrazione di Е_2 nel plasma del sangue). Il termine della stimolazione ovarica coincide con la somministrazione della gonadotropina corionica – CG (si raccomanda una dose di 5 000 - 10 000 Ul in un'unica somministrazione, che consente la maturazione definitiva dei follicoli.

Prelievo dei follicoli e ottenimento degli ovociti

Il prelievo dei follicoli (punzione dei follicoli) dalle ovaie e l’aspirazione degli ovociti viene effettuata dopo 32-40 ore dal momento della somministrazione della gonadotropina corionica (CG). La procedura viene effettuata a livello ambulatoriale in una piccola sala operatoria, in genere per via transvaginale, mediantre il controllo ecografico con l’aiuto di speciali aghi e sonde, e con un'anestesia totale endovenosa. In caso di impossibilità ad eseguire tale procedura per via transvaginale (posizione atipica delle ovaie ecc.), gli ovociti possono essere prelevati per via laparoscopica. Il prelievo degli ovociti impiega non più di 15-20 minuti e non rappresenta pericolo per la salute della paziente. Dopo tale operazione la donna, per circa 2 ore, viene trattenuta in una sala post-operatoria sotto osservazione del peronale medico. Trascorso questo periodo di tempo, la paziente può essere dimessa dalla clinica.

Rilascio e catalogazione dello sperma per effettuare la FIVET

Per la FIVET può essere impiegato lo sperma del proprio coniuge, ovvero di un donatore scelto in anticipo. Prima del rilascio dello sperma si raccomanda al coniuge un'astinenza sessuale di 3-5 giorni. Il rilascio dello sperma avviene direttamente in clinica in un apposito luogo adibito a tale procedura. Lo sperma può essere congelato e conservato nella criobanca della clinica per garantire un possibile utilizzo nel futuro.  
I pazienti, in modo autonomo e spontaneo, possono decidere di richiedere un donatore anonimo di sperma. In tal caso, è la clinica a scegliere il donatore sulla base della descrizione fenotipica fornita dai pazienti.

Fecondazione degli ovociti e coltivazione in vitro degli embrioni ottenuti

Il liquido follicolare ottenuto in seguito al prelievo dei follicoli viene riposto in un apposito contenitore, chiamato capsula di Petri. È in questo momento che avviene la valutazione della qualità degli ovociti ottenuti. Dopo tale procedimento gli ovociti vengono trasferiti in un’ambiente per la coltivazione. La capsula con gli ovociti viene poi collocata in un incubatore che riproduce le condizioni di temperatura e ossigenazione esistenti nella cavità uterina.
Sia gli spermatozoi nativi che quelli crioconservati vengono ripuliti dal plasma seminale prima di essere impiegati. Gli spermatozoi che presentano una maggiore mobilità a livello morfologico vengono separati dai restanti. Attualmente esistono 2 principali modalità di lavorazione dello sperma: edimentazione a mezzo centrifugazione e successiva flottazione e centrifugazione  in gradiente di densità.
In caso di indicatori insufficienti risultanti dallo spermiogramma raccomandiamo di effettuare l’ICSI (Inseminazione intracitoplasmatica dello spermatozoo nella cellula), che consente di effettuare la fecondazione anche in presenza di pochissimi spermatozoi di buona qualità.
La fecondazione degli ovociti, in genere, viene valutata trascorse 12-18 ore, ovvero nel momento in cui i pronuclei maschili e femminili si visualizzano in modo netto. Gli zigoti vengono trasferiti in un ambiente di lavoro fresco, dove avviene il primo sviluppo degli embrioni. Gli embrioni vengono coltivati in uno speciale incubatore per un periodo di 2-5 giorni.

Trasferimento degli embrioni nella cavità uterina della madre surrogata

Il trasferimento degli embrioni nella cavità uterina può essere effettuato in diversi stadi, in modo particolare a partire dallo stadio dello zigote fino agli stadi della blastocisti, che negli esseri umani si forma al 5°-6° giorno dopo la fecondazione. È auspicabile impiantare nella cavità uterina non più di 3 embrioni. I medici della nostra clinica raccomandano di trasferire non più di due embrioni di buona qualità. Per il trasferimento degli embrioni vengono impiegati speciali cateteri, introdotti nella cavità uterina attraverso il canale cervicale. E' una procedura assolutamente indolore, effettuata a livello ambulatoriale. Nei casi di impossibilità di passaggio della sonda tramite il canale cervicale, il trasferimento degli embrioni può avvenire tramite le pareti dell’utero (transfer transmiometrale). Una sonda appuntita può essere introdotta nella cavità uterina in modalità transvaginale, transaddominale e transrettale.
Per aumentare le probabilità d’impianto può essere utilizzato il cosiddetto hatching assistito. Questa tecnica consiste nel creare un varco nella zona pellucida che facilita la fuoriuscita dell’embrione.
Per accrescere le possibilità di raggiungimento della gravidanza si raccomanda ugualmente la permanenza della madre surrogata nell’apposito reparto della clinica, per un periodo di 3-5 giorni dal momento del trasferimento degli embrioni.  

Sostegno ormonale della fase luteinica del ciclo mestruale stimolato

Generalmente il sostegno ormonale della fase luteinica del ciclo mestruale stimolato viene effettuato mediante la somministrazione di preparati a base di progesterone o altri analoghi.
In assenza di rischio della sindrome di iperstimolazione ovarica (OHSS) il sostegno ormonale della fase luteinica del ciclo mestruale può includere anche l'introduzione di preparati a base di gonadotropina corionica (CG), che vengono somministrati nel giorno del trasferimento degli embrioni, per poi passare ad intervalli di 2 - 4 giorni.

Diagnosi anticipata della gravidanza

La diagnosi della gravidanza in base al contenuto di beta-CG nel sangue o nelle urine viene effettuata trascorsi 12-14 giorni dal momento del trasferimento degli embrioni. A partire dal 21° giorno dopo il trasferimento degli embrioni può essere invece eseguita la diagnosi ecografica della gravidanza, che ha un maggiore grado di certezza.

La gravidanza della madre surrogata

La gravidanza risultante dalla FIVET, e in particolar modo la gravidanza «surrogata», ha le proprie particolarità. La nostra clinica è specializzata nella conduzione di simili gravidanze dal momento della fecondazione fino al giorno del parto. Potete prenotare la vostra gravidanza nella nostra clinica per trimestri oppure per tutti i 9 mesi.

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